Vai al contenuto
Home » Blog » una cena portafortuna

una cena portafortuna

Avevano fatto un grande anno, gli utili erano aumentati rispetto a quello precedente del 27%!

C’era sicuramente da festeggiare.

Stefano conosceva parecchi ristoranti in zona e visto che i suoi dipendenti avevano i gusti più disparati alla fine decise di “andare sul sicuro”:

-“Ciao Vinz! Come stai?-

-“Eilà Ste! Era da un po’ che aspettavo di risentirti, pensavo mi avessi messo definitivamente i corni ahahahah!”-

-“Vinz, lo sai che adoro il tuo locale ma bisogna far girare l’economia no?”- disse strizzando l’occhio come se avesse dimenticato che il suo interlocutore fosse al telefono.

-“Comunque, scherzi a parte, stasera saremmo in dieci, sei già pieno o ancora c’è posto per un povero imprenditore ed i suoi colleghi affamati? In caso per le 20:40, che mi dici?”-

-“Hai fatto bene a chiamare adesso Ste, le cose stanno migliorando ora, dopo le riaperture post covid la paura era tanta, maaaaa….. tu sai che sò sempre reinventarmi!”- questa volta fu lui a strizzare l’occhio a Stefano -“Ti aspetto per l’orario stabilito. A stasera!”-

-“Grazie mille Vinz, sei sempre il migliore… a stasera!”-

Pomeriggio libero, azienda chiusa, in fondo si erano tutti meritati uno stacco. Così ognuno di loro tornò verso casa dalle proprie famiglie, nell’attesa dell’ora di cena.

Solo Stefano che era single, rimase un po’ in giro in auto nel timido traffico del pomeriggio.

Si fermò per fare un aperitivo e qualche telefonata, in un lounge bar non molto distante dal ristorante di Vincenzo: – “ho ancora un’ora abbondante, mi voglio rilassare un po’ “- pensò sorridendo.

Dopo un paio di martini dry e qualche telefonata, rilassato e con la mente più sgombra, gli venne in mente la richiesta di Luca del mese precedente: aveva necessità di percepire qualche soldo in più perchè era diventato padre da oltre sette mesi e le esigenze del piccolo iniziavano a farsi sentire tra pannoloni, pappette e tutto ciò che Stefano non aveva neanche idea potesse servire ad un bambino di quell’età.

20:23 -” sarà meglio che mi avvii”- pensò e dopo aver lasciato € 5 di mancia ed aver sorriso sornionamente alla barista dai capelli corvini uscì e risalì sulla Tesla.

-“Esimi buonasera!”- disse scherzosamente all’allegra brigata che lo aspettava sotto al patio -“avete fame?”.

Entrarono ridendo e scherzando, accolti a braccia letteralmente spalancate da Vincenzo: -“Stefano! Ragazzi! che piacere! Prego accomodatevi!”- e fece segno di seguirlo verso un’ala un po’ più riservata del locale.

I commensali si sedettero, sempre parlando tra loro ma all’improvviso, la loro attenzione venne attratta all’unisono dalle posate presenti sul tavolo: erano di diversi colori, c’era il set nero, il set blu, il set acciaio ed il set color oro ed ogni posata era stata personalizzata con un disegno ed una scritta incisi: -“Colui che vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte.”- disse ad alta voce uno di loro, leggendo la frase impressa sul cucchiaio nero con il disegno del grifone stampato. -“Stai guardando le onde, ma ignori il mare.”- disse un altro mostrando il proprio coltello color blu e con una piccola onda incisa sul fondo. -” Questa la dovevi avere tu Ste’!”- disse un altro mostrando una scintillante forchetta color arcobaleno con il manico inciso con la scritta: “Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto”. Stefano rise orgoglioso, sapendo quanta fatica e notti insonni gli era costato mettere in piedi la sua azienda e portarla al punto dove era arrivato.

-“E sulle tue cosa c’è scritto Stefano?”- disse Luca guardando Stefano con un mezzo sorriso…

-“Non si chiede al capo quale siano i suoi segreti! Che volete fare, rubarmi l’azienda?”- e scoppiò in una risata amichevole seguita da quella degli altri ospiti.

-“Ma sono solo le posate che vi interessano oppure anche quei bei menù?”-.

Ognuno prese il suo e dopo poco arrivò un gentilissimo cameriere brizzolato, sulla cinquantina, che annotò scrupolosamente tutti gli ordini .

La serata proseguì tra cibi deliziosi, chiacchiere di lavoro, barzellette e aneddotti, il tutto innaffiato da ottimi vini rossi.

A fine serata Stefano si alzò e si posizionò dietro la sedia di Luca, dicendogli a voce molto sommessa : -“scommetto che anche tu hai bisogno della toilette, perchè non mi accompagni?”-.

Il messaggio venne interpretato senza malizia alcuna da Luca ma con un po’ di curiosità: come mail il grande capo gli aveva chiesto di andare insieme in toilette? -“Sarà ubriaco”- pensò, ma si alzò comunque con un “con permesso” dal tavolo e seguì Stefano che si era già avviato.

Arrivato in bagno e trovo Stefano al lavabo intento a detergersi le mani. -“Luca…”- disse in modo diretto e senza tanti giri di parole, -“non credere che abbia dimenticato il discorso, o forse dovrei dire richiesta, che mi hai fatto il mese scorso… è vero, sono uno stronzo ma non fino a questo punto….”-

Luca rimase un attimo stordito, non se l’aspettava ma sapeva bene di cosa stesse parlando.-“Ti sei fatto un gran culo nell’ultimo anno, a testa bassa senza mai lamentarti! Sei stato così testardo che hai aumentato il tuo rating di chiusura contratti dal 21% al 34%… ora… sicuramente i corsi che ti ho messo a disposizione hanno fatto la loro parte, tuttavia dubito che una persona non motivata avrebbe tratto tutto questo beneficio da dei corsi….”-

A Luca iniziò a salire la temperatura corporea… dove voleva andare a parare Stefano? Non poteva essere quello che lui già stava sperando in cuor suo….

-“Il futuro si costruisce un giorno per volta. Questo dicevano le mie posate e sul cucchiaio c’era il disegno di una testata d’angolo… non credo nel caso, lo sai bene…. e la mia interpretazione è molto chiara: tu non hai bisogno di un aumento di salario.”-

Quelle nove parole crearono istantaneamente un buco nello stomaco di Luca e all’improvviso tutta la rabbia che aveva gli arrossò gli occhi, come una diga che sta per cedere sentiva tutto il peso di quelle parole dentro di se.

-“Tu hai bisogno… di un nuovo ruolo in azienda. Da Gennaio sarai il mio Project Manager. Hai chiuso con la vendita, per me sei pronto ed ho grande fiducia in te, sei uno dei miei uomini migliori… ti chiedo scusa se ci ho messo così tanto a valutarti ma dovevo esserne certo. Congratulazioni Luca”- disse sorridendo in maniera amichevole e tendendogli la mano aperta.

Il fiume si sgonfiò all’improvviso… Luca sentì la pressione calare dentro di se e di nuovo gonfiarsi ma sottoforma di qualcosa di diverso… era pura, autentica gioia.

Senza pensare si slanciò verso Stefano e lo abbracciò forte, come fosse una boa in mezzo all’oceano.

Stetterò così per più di un minuto e Stefano irruppe: -“Quindi? Paghi tu?”-

Una risata comune calmò la tensione e lentamente uscirono e tornarono al tavolo.

-“Giro di amari?”- propose Stefano leggero come una piuma.

A volte un messaggio può davvero far prendere decisioni importanti…

Ti senti un po’ come Vincenzo il ristoratore?

Forse dovresti far un giro qui….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *